Chirurgia estetica del naso

La richiesta più frequente che viene rivolta al medico chirurgo nell’atto della visita ORL è quella di attuare, in concomitanza all’intervento per una deviazione del setto, una chirurgia estetica a livello del gibbo o per rialzare la punta del naso.

Detta in questi termini, sembra che l’intervento di rinoplastica sia di secondo piano rispetto a quello di settoplastica, quasi come se la procedura di chirurgia estetica, fosse un optional a richiesta del paziente.

Tutto ciò dimostra con quanta superificialità ci si avvicina ad una chirurgia estremamente delicata, che può migliorare anche di molto il volto dei pazienti, a volte in modo anche sorprendente, ma se non ben interpretata e ben condotta, può essere disastrosa ed aggravare i conflitti psicologici, che spesso sono la prima motivazione.

Qual è il naso più bello? Sicuramente quello che meglio si adegua ai lineamenti del volto, quindi quello che meno si nota come un risultato chirurgico. Perciò è importante evitare le modifiche eccessive e correggere i difetti estetici alteranti l’armonia del volto.
Un naso ben realizzato ad esempio esalta il sorriso e lo sguardo. Crea una nuova luce sul volto senza essere al centro dell’attenzione dell’osservatore. Cià è possibile solo con una attenta analisi dei lineamenti del viso, nelle sue varie parti e cercando con la mente quale potrebbe essere la forma migliore.

L’esame comprende anche le modifiche che il naso subisce nelle varie espressioni del volto, nel parlare e nel sorridere ad esempio. Ma va considerata anche la postura ed il carattere del o della paziente. Occorre anche sapere quale forma gradirebbe avere e cercare di capire se quanto desiderato coincide con l’opinione del chirurgo e non ultimo se è realizzabile.

La chirurgia estetica ha dei limiti che sono imposti dalla stessa natura delle strutture che si vanno a modificare. Ad esempio una cute ghiandolare spessa non segue le modifiche cartilaginee ad ossee apportate o, viceversa, una cute estremamente sottile non copre le irregolarità che si produrrebbero con una riduzione eccessiva.

Quindi è un errore fare riferimento a nasi di personalità dello spettacolo, perché appartengono a volti spesso molto diversi, per cui non si integrerebbero nel contesto del viso del o della paziente. In questa scelta della forma è chiaramente importante l’esperienza del chirurgo, che sa a priori quali modifiche apportare perché le ritiene le più opportune.

In questo conta, oltre la completezza tecnica nell’attuare tutti gli artifizi chirurgici, anche un fattore non trascurabile, come affermato dai miei maestri G. Aiach e J. Levignac, che è il gusto del chirurgo. Questo è innato ed è personale. Ecco perché due diversi chirurghi egualmente preparati a livello tecnico non avranno mai lo stesso risultato. A volte basta una piccola modifica nella linee e negli angoli o nelle dimensioni, per cambiare anche di molto il risultato.

In questo la chirurgia è al servizio dell’estetica.