Rinopatie vasomotorie croniche

Le rinopatie vasomotorie rappresentano una patologia molto diffusa. Recenti studi stimano in circa 70 milioni gli Europei affetti, di cui ben 8 milioni gli Italiani, ma nel mondo la stima è di 1 miliardo e mezzo di sofferenti. I soggetti con queste condizioni manifestano disturbi tra i quali: prurito nasale, starnutazioni, rinorrea continua, iposmia\anosmia, oculo-congiuntivite. Altri sintomi da considerare sono: disturbi del sonno con sonnolenza diurna, affaticamento, cefalea, difficoltà di concentrazione e irritabilità e, conseguentemente, riduzione della produttività ma anche incremento della incidentalità.

Si può distinguere la rinopatia vasomotoria in due grandi famiglie: le rinopatie allergiche e le rinopatie non allergiche. Le prime si basano su un meccanismo di tipo immuno-allergico (di tipo IgE mediato) e si distinguono in stagionali (graminacee, parietaria officinalis, compositae, betulacee, olivo, nocciolo, cipresso) e perenni (Dermatophagoides pteronyssinus e farinae, epitelio gatto e cane, muffe). Le seconde si basano su un meccanismo di tipo cellulo-mediato, sono di recente scoperta, e si distinguono in: rinopatia non allergica neutrofilo mediata (NARNE), rinopatia non allergica eosinofilo mediata (NARES), rinopatia non allergica di tipo mastocitaria (NARMA), rinopatia non allergica mastocito-eosinofila (NARESMA).

Nelle rinopatie vasomotorie esiste una predisposizione genetica; non c’è un’ età specifica di insorgenza; bisogna seguire una terapia periodica se non continua, e preventiva. Ciò permette di controllare i sintomi ed rallentare la comparsa di complicanze come rinosinusiti, poliposi nasale o l’insorgenza di asma di tipo allergico . Ad esempio nelle forma di NARNE si può guarire se si individua la noxa patogena e la si allontana. Ricordiamo che nelle forme non allergiche, che sono più aggressive, c’è un maggior rischio di poliposi nasale, soprattutto nelle forme di NARES e NARESMA (eosinofilo ed eosinofilo-mastocitaria), per cui diventa fondamentale, dopo eventuale intervento chirurgico, la valutazione dell’indice prognostico di recidiva.

Nell’approccio clinico si parte dalla raccolta dell’anamnesi e dell’esame obiettivo. Il successivo step raccoglie la cosidetta “Triade” ossia: endoscopia nasale, Prick-Test (test allergometrici per inalanti) e citologia nasale. L’endoscopia nasale permette di valutare lo stato anatomo-patologico delle fosse nasali; ciò va poi correlato con i risultati dei Prick-Test, i quali permettono di evidenziare una rinopatia su base allergica, la citologia nasale, la quale permette di rivelare una rinopatia di tipo cellulo-mediata, e il periodo allergico. In base a tutto ciò si può stabilire una più corretta terapia, volta a curare la fase acuta della malattia oppure come terapia preventiva o di mantenimento.

Concentrazione pollinica su scala nazionale per allergeni stagionali

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