Tonsillectomia

Le indicazioni all’intervento di tonsillectomia sono ancora oggi oggetto di controversia e di dibattiti non sempre giustificati. La decisione per la risoluzione chirurgica è sempre clinica: è lo specialista che deve valutare l’anamnesi e l’obiettività. Quest’ultima deve comprendere anche le condizioni generali del paziente che può essere più o meno debilitato dalla malattia. Inoltre deve anche tenere presente alcune considerazioni fondamentali:

  1. Le tonsille e le strutture ghiandolari dell’anello di Waldeyer, di cui fanno parte insieme alle adenoidi e alla tonsilla linguale, sono necessarie per la funzione immunitaria di autodifesa fino all’età adolescenziale per poi decadere gradualmente negli anni successivi.
  2. In caso di ipertrofia adenotonsillare, causa di ostruzione delle prime vie respiratorie, si possono avere alterazioni dello sviluppo mascellare causa di: “palato ogivale”, alterazioni dentali con disodontiasi, maleocclusioni e deviazioni del setto nasale. Inoltre una respirazione difficoltosa notturna è causa di sonno non ristoratore, con riflessi nell’attività scolastica, nello sviluppo intellettivo ed anche nello sviluppo fisico per ridotta secrezione dell’ormone GH dell’accrescimento.
  3. Ci si può ammalare a qualsiasi età di tonsillite acuta ed inoltre una terapia antibiotica protratta può non debellare una flogosi tonsillare cronica e questo per la struttura spugnosa ghiandolare.
  4. In caso di predisposizione ci si può ammalare di malattia reumatica e questo accade soprattutto se c’è una familiarità.
  5. Non esistono cure specifiche per ridurre il volume ghiandolare se non chirurgiche.
  6. Le tonsille non recuparabili hanno un’obiettività tipica ben riconoscibile.
  7. Gli antibiotici sono a lungo andare tossici come dice la stessa etimologia della parola: anti-bios ossia anti-vita.

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